Wednesday, 31 July 2024

Da Croazia a Roma: La piccola avventura del rientro.

Roma, quanto sei bella. Certo, non di notte. Di notte dalla stazione di Termini sei spaventosa, imprevedibile e puzzolente.

Il volo era in ritardo e sono stata fortunata a prendere l’ultimo treno. Trovare l’ostello è l’ultimo compito. Solitamente raggiungibile in 20 minuti, ho messo 10 per via di un uomo ‘misterioso’ dietro di me 🏃🏼‍♀️💨 Giro un angolo e sparisco, corro e arrivo. Sana e salva, entro in una stanza buia e, sudando nonostante l’aria condizionata, dormo di colpo.



Al risveglio mi trovo in una stanza piena di uomini con gli occhi fissi sui telefoni. Uno è anche bello. “Buongiorno”…niente. Vabbè, il bagno è libero! Dopo una veloce rinfrescata, una lavata dei denti molto apprezzata e un'abbondante applicazione di crema solare, sono pronta! Prima: caffè! 


Google mi porta ad un bar molto carino con la crostata vegana e il mio amato (e mancato) cappuccio alla soya. È pieno di gente sorridente e gentile; uomini al bar che mi fanno passare avanti, un gruppo di turisti entusiasti, un ragazzo al computer che lavora e sorseggia il suo caffè, una coppia che parlano della loro rispettive prospettive su cosa pretendono da una storia romantica (ascolto e mi sento felice di non dover parlare di cose simili con nessuno 😅), e così via. Insòmma, l’Italia che amo. Caffè culture at its best.



Con la pancia piena di zuccheri e riabituando alla dieta italiana, esco dritta per il metro. Evitando tutti i truffatori alla macchina dei biglietti, mi sento esageratamente compiaciuta: sì, sono inglese, ma non mi imbrogli più così facilmente. Con questo pensiero che balla nella testa, prendo una linea completamente a caso. Oops, sbagliata. Sì, sono inglese, e sono pure turista. The silver lining, però, è che c’è una pubblicità in inglese con la grammatica sbagliata. So per certo che avrò sempre un lavoro qua. Vedo poi sulla mappa che sono, per puro caso, molto vicina a Via Foligno. Dai, la devo vedere. Dopo una breve fermata a Conad, dove sostituisco tutto il liquido che ho sudato, vedo una strada molto deludente. 2 stelle su 5. Via Foligno dovrebbe essere molto, ma molto, più bella. 




Parto da qui e, questa volta, prendo la linea giusta. Voglio andare da Hilary al cimitero acattolico. Esco dal metro Piramide. Bella l’uscita con il piramide davanti, e c’è anche il mercato! Compro una camicia (saresti orgogliosa Hilary!) e arrivo alla destinazione. 



Sono passati 3 anni da quando sono stata l’ultima volta ma mi ricordo dove sta la tomba perché Hilary ha scelto il posto suo con cura. Sotto l’angelo, e soddisfacentemente vicino alla tomba di Percy Shelley. Mi sembra giusto. Lascio qualche fiore che ho preso dagli alberi per strada. Sono viole e delicate. Non dureranno, ma sono la mia piccola offerta a un’amica che manca. 




Giro un po’ e vedo che i gatti hanno scelto molto bene i posti per riposarsi. Un gatto è sdraiato sui piedi di una donna e rido sotto i baffi, finalmente può dormire là senza prendere i calci. 




Stranamente non mi sento triste. Anche quando parlo con te, Hilary, rido anziché piangere. Rido per le battute che mi faresti se ci fossi ancora. E ti ringrazio per avermi insegnato nel momento giusto di mandare a quel paese le persone che tolgono la gioia da questa vita. Ritengo che la vita è lunga se la vivi con decisione. Ogni tanto mi serve una promemoria di questa lezione, mi in questo periodo credo di seguirla con veemenza. 


Vado a vedere la tomba di Keats dove c’è seduta una coppia Australiana. Non riescono a leggere la scrittura e quindi la leggo ad alta voce. Mi raccontano il fatto che Keats non voleva il suo nome sulla tomba, una novità per me, e io racconto il fatto che tutto ciò che so dei poeti romantici viene da Hilary. Mi torna il ricordo delle sue conferenze; l’ansia che aveva prima di presentarle, i libri che divorava, i messaggi vocali che mi mandava prima di iniziare con la voce stridula dallo stress. E si salgono le lacrimi agli occhi. Rimango lì per il tempo che serve per ricordare diversi episodi. Tristi, assurdi, felici, divertenti e, sopratutto, sassy. Bella che eri. 





Da lì giro la città un po’ a caso. Prendo il metro pensando di tornare a Termini per prendere il treno verso casa, ma i piedi mi fanno uscire prima e faccio il solito giro del Colosseo, il monumento a Vittorio Emanuele, il Colonna Traiana e la Fontana di Trevi (ovviamente con il gelato). È pieno di gente, ma oggi anche di poliziotti, uno del quale mi fischia perché mangio il gelato troppo vicino alla fontana. Ma dai.. c’è peggio nel mondo. Ho visto questo monumento magnifico tre mille volte, sempre con il gelato 🥷🏼, quindi vado via dalla folla, dalle stupidaggine e dalla polizia. Passo attraverso la galleria Alberto Sordi (mai visto prima) e mi trovo davanti ad un’altra colonna.. questa è la Colonna di Marco Aurelio. Mai sentito e non so niente della sua storia. Sicuramente è molto affascinante, ma è semplicemente troppo caldo per controllare. 









Prendo l’autobus, parlo con due ragazze coreane simpaticissime (uno con un ventilatore meravigliosamente rinfrescante), perdo il mio stop, cammino verso Termini, compro due bottiglie di liquidi per, ancora una volta, ricostituire tutta l’acqua che ho perso in sudore, e salgo sul treno. 


Foligno, amore mio, arrivo ♥️

(per 6 giorni poi riparto per il Nepal, scusa!)